E’ inutile stare a ricordare chi è, cosa fa un sociologo.
E’ inutile per due motivi: primo, perché è già
stato detto “tutto”; secondo, perché nessuno e riuscito
a dire tutto.
E’ più facile per me (sociologo clinico) dire chi è
e cosa fa un socioterapeuta, o meglio chi sono e cosa faccio io.
Il socioterapeuta è un uomo che si comporta e si relaziona con
gli altri in base alla sua personale “visione antropologica”,
in base, cioè, alle risposte che egli in prima persona dà
alle domande: che cosa è l’uomo? che cosa o chi è
l’altro per me? che uomo sono io? Qualcuno dirà che sono
interrogativi a cui non si può dare risposta, perché quando
un’uomo incontra un altro uomo è la sua visione antropologica
a muovere l’agire, a guidare il comportamento etico.
D’accordo: Ma il socioterapeuta cerca di adottare una concezione
antropologica realista, che non si fa illusioni ma che grazie alla propria
capacità di acquisire conoscenza non rinuncia alla speranza. E
la speranza non va confusa con l’illusione religiosa di cui parlava
Freud nella sua visione positivistica né tanto meno con l’alienazione
religiosa di cui parlava Marx dopo Feuerbech. La speranza, per un socioterapeuta,
è la fede in una vita “modificabile” che “continua
nella vita”, non togliendo nulla alla relazionalità umana,
ma al contrario arricchendola di positività.
Ogni antropologia è non soltanto una concezione sull’uomo
e quindi un’insieme di idee, ma è soprattutto un vissuto,
anche molto intimo e personale, che fa parte della visione del mondo di
ciascun essere umano e dove la il concetto di rappresentazione può
essere la chiave di lettura per un analisi “nuova” di un qualsiasi
fenomeno.
Il socioterapeuta può occuparsi del “deviato” e preoccuparsi
dell’handicap psico-fisico lui affidato e scorgere in lui potenzialità
residue da far emergere e coltivare insieme, ma sempre tramite un intervento
che porti di conseguenza ad un cambiamento. Come l’ingegnere biologico,
lavora con enorme passione sul “molecolare”, sull’infinitamente
piccolo, tutto preso dalla ricerca di risultati a valenza anche terapeutica,
allo stesso modo il socioterapeuta manipola , “ristruttura la situazione
che il cliente ha della situazione, producendo delle modificazioni positive
nel suo comportamento, agendo sulle relazioni tra questa percezione e
il contesto sociale e/o culturale nella quale si è prodotta”.
Il socioterapeuta è uno studioso della “teoria”, non
se ne innamora di nessuna, le rispetta ma, il suo compito principale è
quello di renderle “praticabili”, attuabili.
Fatti non solo parole. |